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Sulla sommità di una
collina, in un paesaggio suggestivo in cui abbondano le cave e le
valli, si erge il Comune più alto della provincia. A 691 metri
dal livello del mare Monterosso Almo è anche il secondo
centro più piccolo del territorio ibleo. Come gli altri due paesi
montani del comprensorio Chiaramonte Gulfi e Giarratana, Monterosso
è una comun La Storia La storia di Monterosso
è stata influenzata dalla montuosità del territorio, che condizionò
l'economia sin dalla preistoria dell'abitato. Nell'area di Calaforno,
nel cosidetto "Ipogeo Preistorico", gli abitanti
traevano il loro sostentamento dallo sfruttamento delle miniere e
dalla estrazione della selce, non potendosi dedicare alla agricoltura
in un Monterosso forse nacque dall'unione di più villaggi, e di uomini che decisero di costituire un solo nucleo maggiormente fortificabile e più facilmente dagli attacchi invasori. Le prime notizie storiche che fanno riferimento all'esistenza di un simile villaggio, risalgono all'impero di Bisanzio, mentre sono assenti note storiche sul periodo greco o romano. Nella località "Grotte dei Santi", che appartiene geograficamente al territorio di Vizzini, ma che è storicamente area da sempre annessa a Monterosso, gli archeologi hanno scoperto delle grotte con degli affreschi in stile paleocristiano. Gli affreschi un tempo dovevano essere una lunga fascia molto estesa. Oggi è ancora visibile un unico riquadro dedicato al tema della "Crocifissione". Le grotte, prima utilizzate per catacombe, poi per abitazioni, furono abbandonate nella prima metà del 1400 e da allora sono state incise con dei murales che hanno infierito maggiormente sulla condizione degli affreschi. Quando nel 1168 ,il figlio del Conte Ruggero di Ragusa, Goffredo donò il paese alla chiesa di Siracusa, in una bolla del Papa Alessandro III, Monterosso era chiamato "Monte Ioalmo". Tale denominazione fu assegnata probabilmente in epoca normanna. In seguito, in contrada Casale, venne costruito un castello di cui non rimase alcuna traccia. Sotto il potere della famiglia dei Chiaramonte, Monterosso fu annesso alla Contea di Modica e acquisì probabilmente in questo periodo il suo nome attuale. Dopo la presa di potere della famiglia Cabrera, Monterosso divenne più volte merce di compravendita e fu separato dal resto della Contea. Prima del terremoto, esso fu ricomprato dagli eredi dei Cabrera che vi costruirono due castelli. Il terremoto del '93 distrusse la città, che infierì in particolare sulle chiese, sottraendo alla sua furia una cappella della chiesa della Madonna delle Grazie e alcuni tempietti delle contrade Mulino Vecchio e Santa Venera. Al contrario di Scicli, Monterosso venne ricostruito sulla sommità della collina rispetto al nucleo precedente sottostante al monte. Le vie, soprattutto quelle del quartiere della "Cava" conservano il loro aspetto originario, come la presenza di alcuni archi relativi al periodo medievale. L'opera d'arte più insigne è la chiesa Madre, monumento nazionale in quanto racchiude alcuni tesori anteriori al 1200. Vi è anche una grande Pala di San Lorenzo, le tele sul "Battesimo di Costantino" e la "Madonna del Carmelo" dallo stile caravaggesco, due acquasantiere nella pietra locale del 1400 e due statue di S. Antonio e S.Mauro.
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